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L'attimo sfuggente

Come uscire dalla propria zona di comfort e diventare un miglior fotografo.

Sostegno scolastico, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli) 

 

Uno degli incarichi più anomali (se guardo al tipo di lavoro che svolgo normalmente) che ho accettato in questi anni è stato un reportage con bambini e ragazzi in un contesto sociale disagiato. L'associazione umanitaria francese Vuelo Nocturno mi ha infatti chiesto di ritrarre l'esperienza di due studentesse francesi in un progetto di sostegno scolastico all'estero, e precisamente a Dique Luján, nel delta del Río de la Plata, Buenos Aires, Argentina. Un tipico lavoro di fotografia documentaria, insomma; non proprio il mio pane quotidiano, visto che io mi specializzo in fotografia di paesaggio e architettura: soggetti piuttosto statici e per niente vivaci, diciamo. Come dire che amo le sfide, eh certo!

 

Maestra con i suoi alunni, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 


Imbarcazioni ormeggiate a Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Lezione scolastica, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Ultimi preparativi per un'esibizione, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Il progetto
Realizzato da due giovani ragazze francesi, il progetto è stato successivamente celebrato in diverse mostre in Francia. Le immagini sono state esposte come gigantografie in diverse università e centri commerciali. L'azienda sponsor di questa iniziativa è la società di costruzioni Chessé.

Ho avuto quindi la fortuna di vivere la mia prima esperienza in un contesto di aiuto umanitario, dove si sentivano molto anche lo scambio culturale e il clima comunitario. Nelle diverse sessioni di lavoro che ho svolto, sono stato sempre circondato da persone piene di energia, entusiasmo e disposizione.

 

Ronda di mate prima di cena, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Passaggio del mate, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Le sfide del reportage
Le difficoltà di questo documentario fotografico sono state moltissime, prima fra tutte il dover passare continuamente per contesti tecnici diametralmente opposti. Per esempio, fotografare un paesaggio statico e solitario usando il treppiede, e immediatamente dopo una situazione di gioco collettivo con 30 ragazzini fuori controllo. Anche la cronica mancanza di tempo e la fretta generale nelle sessioni di lavoro mi hanno creato non pochi problemi. Infine, contare su un assistente mi avrebbe aiutato moltissimo in tutte le situazioni, per gestire l'equipaggiamento e farmi percepire quel senso di tranquillità di avere qualcuno a disposizione in ogni momento.

Tornando al tema dello stress in un lavoro come questo: non conosco le implicazioni fisiologiche che determinano questo tipo di sforzo, ma percepisco chiaramente nel mio corpo che i repentini cambiamenti di contesto sono molto stressanti, sia dal punto di vista fisico che mentale. Naturalmente sono anche qualcosa di molto coinvolgente, perché richiedono la nostra più completa partecipazione, il nostro totale coinvolgimento. Chiunque sia appassionato di reportage deve essere necessariamente un fedele servitore dell'intuito e dell'istinto, come anche del contorsionismo fisico e del lavoro instancabile. Perché la chiave di tutto è avere i nervi a fior di pelle stando rilassati, essere costantemente in allerta ma mentalmente aperti.

 

Pesca al crepuscolo sul lungomare, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Partitella di calcio, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Strada secondaria lungo un'argine, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)

 

Rientro a casa dopo le lezioni, Dique Luján, Buenos Aires, Argentina (Foto ©Marco Guoli)