Fotografia di hotel: 6 punti chiave per gestire al meglio un servizio fotografico.
Sheraton Buenos Aires Hotel & Convention Center, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Premessa.
Dal punto di vista organizzativo, la fotografia di un hotel o un locale commerciale richiede alcuni passi preliminari alle riprese che sono comuni più o meno a tutti gli incarichi di fotografia di architettura. Tranne uno: e cioè che le riprese si svolgono in un ambiente in cui il personale sta attivamente lavorando, servendo i propri clienti. Realizzare un servizio fotografico in un hotel senza infastidire gli ospiti è molto delicato, e per questo la pianificazione deve essere meticolosa. È necessario essere estremamente efficienti e flessibili, ipotizzare quanti più imprevisti possibili, e preparare un piano B per ognuno di questi. Vediamo ora i passi chiave per preparare al meglio il servizio.
Sheraton Buenos Aires Hotel & Convention Center, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Calfuco Wine Hotel & Spa, Patagonia (Foto ©Marco Guoli)
Primo incontro con il cliente.
Questo passo sembra scontato -e in un certo senso lo è-, ma spesso capita che durante l'interazione con il cliente non siamo sufficientemente focalizzati sull'obiettivo, cioè di capire il quadro generale del lavoro: di che cosa ha bisogno il cliente e cosa si aspetta da noi; in secondo luogo, di che tipo di lavoro si tratta.
Per il primo punto bisogna saper ascoltare, mentre per il secondo bisogna saper fare le domande giuste.
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Detto questo, è fondamentale arrivare all'appuntamento avendo già effettuato su Internet delle ricerche sul tipo di struttura e sul materiale visuale di cui dispone. Bisogna quindi capire quali sono gli spazi da fotografare, specificando la priorità di ciascuno. Elencare la quantità di immagini finali che il cliente si aspetta, considerando anche le eventuali varianti e/o i dettagli di complemento. Infine bisogna farsi un'idea precisa sulle linee stilistiche da seguire, magari guardando le immagini attuali insieme al cliente.
Sheraton Buenos Aires Hotel & Convention Center, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sopralluogo (pre-produzione).
Questo passo richiede un certo tempo, perciò spesso si realizza in un incontro successivo, dopo aver preso contatto con il cliente. Non sempre è possibile visitare tutti gli spazi, nel qual caso è bene farsi descrivere quelli mancanti per non avere sorprese. Le camere solitamente variano per la quantità di letti, mobili e spazio. Le suite invece meritano un discorso a parte, perché sono particolari di hotel in hotel. Per ogni spazio bisognerà quindi annotare l'orario in cui è a disposizione, l'ubicazione (piano o corpo dell'hotel), la vista esterna se questa fosse rilevante, l'orario di luce ambiente più favorevole. Risulta prezioso realizzare delle fotografie dando il nome corretto alle stanze. Durante il sopralluogo bisogna far capire al cliente che gli spazi dovrebbero essere preparati in maniera impeccabile per il giorno delle fotografie. È bene discutere la preparazione necessaria ambiente per ambiente: infatti, se una camera richiede cose ovvie da preparare come lenzuola stirate, bottiglie d'acqua e cialde di caffè pronte, la facciata esterna dell'hotel richiede dettagli meno scontati e spesso irrealizzabili, come il controllo delle auto posteggiate o la pulizia delle finestre. È anche molto utile coinvolgere nel sopralluogo qualcuno del personale di pulizia e manutenzione: infatti ogni piccolo intervento per sistemare eventuali mancanze, inciderà sul tempo a disposizione per le riprese. I migliori servizi che ho realizzato sono stati quelli dove il dirigente ha coinvolto in prima persona il personale, facendolo sentire orgoglioso di appartenere all'azienda e al suo successo.
Sheraton Buenos Aires Hotel & Convention Center, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Hotel Hyatt - Palazzo Duhau, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Programma di lavoro
Puoi anche chiamarlo cronoprogramma, tabella di marcia, timeline o scaletta temporale. Si tratta di definire l'orario per fotografare ogni ambiente, giorno per giorno. Fondamentale per capirci qualcosa quando si parla con il cliente è il nome delle stanze: magari si chiamassero sempre standard, de luxe e suite! Invece ogni hotel dà un nome straordinariamente simile e confuso! Se durante e dopo il sopralluogo si è fatto un buon lavoro, è anche possibile definire l'inquadratura da realizzare. Le camere di solito hanno disponibilità di orario ampia, che dipende più che altro dalla migliore luce ambiente, dalla vista esterna o dall'ubicazione nella struttura. Gli ambienti comuni come i ristoranti, buffet, spa, piscine, palestre, saloni, ecc., hanno una disponibilità molto più limitata per via dell'uso da parte dei clienti. Gli ambienti che possono essere fotografati in qualsiasi momento vanno marcati in maniera speciale: sono i jolly che fanno avanzare il lavoro anche se sorge un imprevisto che blocca una ripresa. Come ultimo tip, suggerisco di lasciare le foto più semplici (in quanto a realizzazione) alla fine della giornata di lavoro, quando la stanchezza si farà sentire e la concentrazione verrà a mancare.
Sheraton Salta Hotel, Salta, Argentina (Foto ©Marco Guoli)
Marriott Park Tower Hotel, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)

Calfuco Wine Hotel & Spa, Patagonia (Foto ©Marco Guoli)
Logistica
Questo è un punto che facilmente si omette, e che può far perdere parecchio tempo e concentrazione. Con logistica mi riferisco a tute quelle cose pratiche e concrete che ci sono durante il servizio fotografico: il parcheggio dell'auto una volta arrivati, la stanza dove avere una base per lasciare l'equipaggiamento fotografico, le chiavi passepartout per accedere alle stanze, il nome e il contatto telefonico del responsabile della pulizia e della manutenzione, oltre a quello di eventuali responsabili aree come la piscina, i campi da paddle, la palestra, eccetera. In qualsiasi momento bisogna poter comunicare nel più breve tempo possibile con chi di dovere. A questo proposito suggerisco di non confidare troppo sui dirigenti nei momenti delle riprese (quando appunto la logistica sfodera i usoi tranelli infernali), ma sul personale operativo. Bisogna ricordare sempre che siamo sul campo, quindi la persona che potrà risolvere i nostri problemi velocemente sarà quella che con il campo ha maggior dimestichezza. I dirigenti di solito lavorano in un ufficio gestendo contratti commerciali o bilanci: raramente sanno dove trovare una scala per una ripresa o come cambiare una lampadina. Conviene quindi essere molto gentili e rispettosi con il personale, coinvolgendolo emotivamente nel lavoro, facendoli partecipi del risultato finale: le fotografie dell'hotel. Solitamente è piuttosto semplice perché l'arrivo di un fotografo è vissuto come un diversivo nella loro routine e partecipano volentieri ai compiti che gli si chiedono.
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Riprese
Se da una parte conviene sempre cercare di attenersi il più possibile alla tabella di marcia, dall'altra bisogna essere flessibili e accettare con spirito positivo tutti i cambi di programma -spesso molto numerosi- che si presentano, adattandosi al ritmo che la situazione impone in quel momento. Nei casi in cui lavoriamo con persone che entrano ed escono dalla scena, bisogna avere molta pazienza e assicurarsi di avere ottenuto sufficienti immagini in cui tutti gli spazi del fotogramma siano esattamente come li vogliamo. A volte bisogna affrettarsi e improvvisare, altre volte è necessario fermarsi a lungo per sistemare vari dettagli. Si tratta di saper cambiare ritmo quando necessario: la chiave sta nel leggere il momento presente, avendo chiare le priorità del soggetto e del contesto. Per fare un lavoro perfetto è necessario riprendere la scena 2 volte: una solo con luce ambiente, e una con le luci accese. Questo permette non solo di bilanciare l'intensità delle lampadine, ma soprattutto di avere una scena non contaminata da diversi tipi di temperatura di colore. Spesso bisogna anche con tende aperte e chiuse, dipendendo dalla luce esterna. Il tema dell'illuminazione settoriale dipende maggiormente dal risultato che vogliamo ottenere: io di solito valuto se utilizzarlo a seconda dei problemi di luce che incontro nei vari spazi.

Calfuco Wine Hotel & Spa, Patagonia (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sheraton Salta Hotel, Salta, Argentina (Foto ©Marco Guoli)
Edizione delle fotografie (post-produzione)
I servizi di architettura - in particolare gli interni- richiedono sempre un gran lavoro di edizione al computer, dove si ripetono più o meno gli stessi tipi di interventi: miscelazione di luce ambiente e artificiale; bilanciamento luminoso della vista verso l'esterno rispetto agli interni; sovrapposizione di differenti scatti a causa di persone o auto presenti nella scena; clonaggi e correzioni varie. Fin qui, tutto normale amministrazione: la vera discriminante rispetto al normale flusso di lavoro di edizione dipende in realtà dalla presenza o meno di scatti con illuminazione settoriale. Questa tecnica può essere totalmente assente (gran qualità di luce ambiente, o cliente con scarso budget), parziale (usata solo in situazioni problematiche non risolvibili diversamente) o totale (necessità della massima qualità, o cliente con alto budget). Questo tipo di illuminazione, infatti, richiede la sovrapposizione di numerose immagini (anche 10/15) parzialmente illuminate con il flash, e la successiva calibrazione per area, intensità e temperatura. Un vero delirio, un buco nero dove è molto facile cadere per tornare quando ormai è troppo tardi. Il risultato finale è impossibile da ottenere in un altro modo ed è di altissimo livello, ma richiede un gran investimento di tempo, sia durante le riprese che in post-produzione. È quindi essenziale chiarire bene, ancor prima di iniziare il lavoro, se c'è il tempo, l'energia e il budget sufficienti a giustificare l'utilizzo di questa tecnica.
Sheraton Salta Hotel, Salta, Argentina (Foto ©Marco Guoli)
Marriott Park Tower Hotel, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)
Sofitel La Reserva Cardales, Buenos Aires (Foto ©Marco Guoli)